Tra meno di una settimana
21 set 2011 2 commenti
in compleanno, diventare madre, maternità Etichette: mamma, primo compleanno
Un anno tra pochi giorni, e t’incazzi se non ti aiuto a camminare. Compi 12 mesi tra meno di una settimana, e già mi prendi in giro e fai finta di restituirmi i giocattoli dicendo attie e poi te la ridi e te li tieni.
Quasi un anno e ancora non mantieni da sola il biberon perché mammmaaa mammmaa mmaammma tanto te lo mantengo io. Quasi un anno e hai già dieci denti che ti servono per masticare il pane fresco, ma i biscotti plasmon li schifi e li sputi a pezzi interi, e te la ridi.
Neanche un anno e già hai una passione sfrenata per le appe, anche per quelle brutte e per le pantofole. Non hai neanche un anno, Ludovica Irene, e già riconosci Papà in videochiamata (io AMO l’iPhone, a mamma).
Tra meno di una settimana avrai un anno, e io non ho dimenticato neanche un attimo del terrore che mi ha attraversato per giorni quando ti abbiamo portata a casa, sconvolgendo la perfetta routine nella quale io e il tuo papà abbiamo gongolato per anni. Non ho dimenticato neanche una delle lacrime che ho versato mentre piangevi e io non sapevo che fare e piangevo anch’io, gridandomi dentro ma che razza di madre sono.
Non ho dimenticato gli insulti dedicati al tuo papà che provava, insicuro anche lui, a portare un po’ di serenità in una follia caotica e apparentemente definitiva.
E non ho dimenticato il momento in cui ti ho guardato sul serio per la prima volta, quando ho capito che non sarei stata perfetta come madre, né come moglie, né come donna, ma che per te sarei andata bene lo stesso, perché adesso mi prendi la faccia con le mani e mi baci con la bocca socchiusa e va bene così.
Tra meno di una settimana diventerai una bambina. E sapessi, Polpettina mia, che bella bambina.
Allattare o non allattare, questo è il problema.
07 nov 2010 8 commenti
in allattamento, maternità Etichette: allattamento al seno, allattamento artificiale
Poi dice l’allattamento al seno è meglio del latte artificiale vuoi mettere gli anticorpi e il legame madre-figlio il biberon è freddo ma meno male che hai latte senti è veramente una fortuna che puoi allattare perché non c’è cosa più bella. Dice.
E allora tu pensi, certo sempre con il senno di prima e mai con quello di poi, che se hai la fortuna di avere il latte e certo che l’allatti tu con il tuo latte vuoi mettere?
E poi arriva lei, fresca fresca di bucato o calda calda appena sfornata che fino a prima di nascere si nutriva passivamente ed oziosamente ma adesso deve lavorare – perché la suzione è un lavoro, il primo della nostra vita – e deve stimolare le ghiandole mammarie che senò col cavolo che hai il latte mica si auto produce così, te lo devi sudare, il latte quello con gli anticorpi vuoi mettere.
E quindi le infermiere, o le suorine della clinica, ti prendono e ti dicono che intanto il latte tu non ce l’hai e non è detto, che adesso c’hai solo il colostro che però è poco e alla pupa non basta. E siamo nati per soffrire – io frustrata la pupa affamata. Quindi siediti lì e attaccala alle tette e premile la testa e spremiti le tette non così! Più forte! Così…
E tu afferri il braccio della suorina che con le stesse mani con le quali prega ti fa pagare tutti i peccati che non hai mai confessato e ti strizza le tette dicendo che lo devi fare pure tu sennò il latte non esce e il braccio glielo stritoli dal dolore ma lei no, è abituata al cilicio non le fai niente, e ti strizza prima la tetta destra e poi la sinistra, e la pupa tenta di succhiare quel poco di colostro che hai prodotto e non vedi l’ora di andartene a casa a strizzarti le tette da sola, povera pupa mia.
E il ritmo ideale di allattamento è mezz’ora ogni tre ore e mezza per un totale di sei ogni 24 ore ma, e le mamme lo sanno, è ideale, perlomeno i primi due mesi. Spero si stabilizzi prima dello svezzamento. Comunque.
In realtà il primo mese la meravigliosa creatura che hai partorito con dolore si trasforma in una sanguisuga, e grazie alla continua suzione trasforma il tuo seno in enormi contenitori caseari da cui sgorga il latte che macchia reggiseni magliette e oltre e allora compri le coppette assorbi latte, che meno male che le hanno inventate.
E dicevo, lei succhia e succhia, poi sviene soddisfatta e stanca tra le tue braccia e mentre la stai per rimettere nella carrozzina lei si sveglia che ha fame e allora cambiala e attaccala al seno che sennò non produce e allora lei succhia e succhia, poi ri-sviene soddisfatta e stanca eccetera, eccetera, eccetera.
E allora tu, mamma che stai per allattare al seno perché vuoi mettere, preparati ad avere un legame profondissimo con la creatura che per i primi 4/5/6 mesi della sua vita ti succhierà latte (sangue e anima), preparati ad essere sempre tetta-disponibile, ad organizzare la tua giornata in funzione della sanguisuga che hai procreato, preparati a non dormire per più di 2/3 ore di seguito, preparati a non poter delegare l’allattamento a nessuno perché tu sei l’unica, indispensabile, insostituibile mamma.
E sappi, mamma che stai per allattare, che nessuna sensazione è paragonabile all’espressione di tuo figlio quando, soddisfatto e stanco, sviene tra le tua braccia dopo una lunga, intensa e confortante poppata.
MAMME E FIGLI: DICIAMOCELA TUTTA
04 nov 2010 Lascia un commento
in diventare madre, maternità, parto Etichette: maternità, post parto
Tutto vero.
Però, ragazze, dài, diciamoci la verità, e diciamola per bene: avere un figlio non è una passeggiata di salute, ed il primo mese è probabilmente solo un’avvisaglia della tempesta che si scatenerà gradualmente, negli anni, fino ad arrivare alla temutissima fase adolescenziale. Fase da cui non tutti i genitori escono indenni. E neanche tutti gli adolescenti, nevvero.
Subito dopo il parto, la mamma è talmente rintontita e sotto effetto anestetico che il mondo sembra una bolla di sapone in cui i rumori sono attutiti ed il pianto dei bambini la filastrocca di una ninna nanna.
I bambini, in ospedale, sono tutti perfetti. Dormono molto e piangono poco (effetto post-anestesia?). In caso di parto cesareo, è facile scoprire di avere un ottimo rapporto con la morfina.
Quando la mamma è stanca, l’infermiera riporta il bebè nella nursery. In alcuni ospedali mamma e figlio si vedono solo per lapoppata, e nell’intervallo la mamma dorme, intrattiene i parenti e ringrazia per i doni. Un po’ come ad una festa, solo che ogni tanto ci si appisola.
Il giorno delle dimissioni, può succedere che l’infermiera della nursery dica, sorridente ed affabile, che vorrebbe che i bimbi fossero tutti così, per quanto è buono. E la puerpera, felice come una pasqua, sorride gongolando e pensando che lo sapeva! Che suo figlio sarebbe stato bravo e bello e non l’avrebbe fatta stancare poi così tanto.
Ma basta un cenno,ragazze mie, e si scatena l’inferno.
Basta entrare in casa per scoprire che tutto ciò che è successo da quando la meraviglia è nata, fino a quel momento esatto, era una pura, sfuggevole ed ingannevole illusione.
La nanna, l’allattamento, gli orari. Parole semplici fino a quando bisogna metterle in pratica.
Ma il mio tempo è scaduto: la più temibile dei capi reclama la tetta, e non c’è sindacato che tenga…
La mamma ha sempre ragione
02 nov 2010 4 commenti
in maternità Etichette: mamme, maternità
Autunno, viale alberato. Cammino spingendo faticosamente la carozzina-fuoristrada modelloo jeep con ruote basculanti adatte agli sterrati, che ho fortissimamente voluto senza considerarne il peso.
Arranco su per strada fingendo agilità e leggerezza mentre Miamadre e Miasorellalagrande mi intrattengono in un piacevole conversare:
Io: ma come devo calcolare gli intervalli delle poppate, da quando comincia o da quando finisce?
Miamadre: da quando finisce!
Miasorella: da quando comincia!
Io. …
Miasorella: secondo me devi seguire l’istinto, tuo e di sanguinella (mia figlia, al tempo 15 giorni, oggi 1 mese e 5 giorni)
Miamadre: ah si, fai così, perché ricordati che le mamme hanno sempre ragione.
Io: ah! Quindi adesso anch’io?!
Miamadre: no, tu no. Tu sei una mamma da poco.